— Mio-signore, milady è un angelo voi lo sapete bene, ed io vi domando la sua libertà.
— E che! disse Buckingham, siete voi un pazzo per parlarmi in tal guisa!
— Milord, scusatemi, io parlo come posso; io mi contengo. Però, milord, pensate a quello che siete per fare, e temete di oltrepassare la misura.
— Come sarebbe a dire?... Dio mi perdoni, gridò Buckingham, ma io credo ch'egli minacci!
— No, milord, io prego ancora, e vi dico; che una goccia di acqua basta per fare andare di fuori il vaso pieno colmo, uno sbaglio leggero basta ad attirarsi sul capo il gastigo risparmiato fino a questo giorno, ad onta di tanti delitti.
— Signor Felton, disse il duca, uscite tosto di qui, e andatevi sul momento a consegnare agli arresti.
— E voi, mi ascolterete fino alla fine, milord; voi avete sedotto questa giovane, voi l'avete oltraggiata, lordata; riparate i vostri falli verso di essa, lasciatela partire liberamente, e non esigerò altra cosa da voi.
— Voi non esigerete altro, disse Buckingham guardando Felton con meraviglia, e calcando sopra ciascuna sillaba di queste quattro parole che aveva pronunciate.
— Milord, continuò Felton, esaltandosi a misura che parlava, state in guardia; tutta l'Inghilterra è stanca delle vostre iniquità; milord, voi avete abusato del potere reale che avete quasi usurpato; milord, voi siete in orrore agli uomini e a Dio. Dio vi punirà più tardi, ma io vi punirò oggi stesso.
— Ah! questo è troppo, gridò Buckingham facendo un passo verso la porta.