— Che cosa mi scriveva essa? disse debolmente Buckingham, mandando a rivi il sangue, e vincendo i suoi atroci dolori per sentire parlare di quella ch'egli amava; che mi scriveva essa? leggetemi la sua lettera.

— Oh! milord! fece Laporte.

— Ebbene! Laporte, non vedi tu che io non ho tempo da perdere?

Laporte ruppe il sigillo e mise la pergamena davanti agli occhi del duca, ma Buckingham tentò invano di distinguere la scrittura.

— Leggi, dunque, leggi, diss'egli, io non ci vedo più, ben presto non potrò più neppure sentire, e dovrò morire senza sapere ciò che essa mi ha scritto.

Laporte non fece più alcuna difficoltà e lesse:

«Milord.

«Per tutto ciò che ho sofferto da che vi conosco, da voi, e per voi, vi scongiuro, se vi sta a cuore il mio riposo, d'interrompere i grandi armamenti che fate contro la Francia, e di cessare da una guerra, di cui ad alta voce si dà per causa visibile la religione, e di cui si dice a bassa voce che il solo vostro amore per me ne è la causa nascosta. Questa guerra può cagionare non solo per la Francia e per l'Inghilterra grandi catastrofi, ma anche per voi, milord, delle disgrazie di cui non saprei mai consolarmi.

«Vegliate sulla vostra vita, che viene minacciata, e mi sarà più cara ancora dal momento che io non sarò più obbligata di vedere in voi un nemico.

«Vostra affezionata
«Anna»