Lord de Winter si strappava i capelli.
— Troppo tardi di un minuto! gridava egli. Troppo tardi di un minuto! mio Dio! mio Dio! che disgrazia!
Infatti alle sette del mattino erano andati a dirgli che una scala di corda fluttuava ad una delle finestre del castello. Egli era corso subito nella camera di milady, aveva ritrovata la camera vuota, la finestra aperta e le sbarre segate; si era ricordato la raccomandazione verbale che gli aveva trasmesso d'Artagnan col mezzo del suo messaggiero, aveva tremato pel duca, e correndo alle scuderie, senza perdere il tempo di fare insellare il suo cavallo, era montato sul primo che aveva trovato era corso volando, era balzato abbasso il cortile, aveva salilo precipitosamente la scala, e sul primo scalino, come abbiamo detto, incontrò Felton.
Il duca però non era morto; egli ritornò in se, riaprì gli occhi, e la speranza rientrò nel cuore di tutti.
— Signori, diss'egli, lasciatemi solo con Patrick e Laporte... Ah! siete voi, de Winter? Voi mi avete inviato questa mattina un pazzo singolare! vedete lo stato in cui mi ha messo!
— Ah! milord, gridò il barone, milord, io non ne avrò più pace!
— E tu avrai torto, mio buon de Winter disse Buckingham stendendogli la mano. Io non conosco un uomo che meriti di essere compianto per tutta la vita di un altro uomo. Ma lasciateci, ve ne prego.
Il barone uscì singhiozzando.
Non rimase nel gabinetto che il duca, Laporte e Patrick. Ovunque si cercava un medico e non si poteva rinvenire.
— Voi vivrete, milord, voi vivrete, ripeteva in ginocchio davanti al sofà del duca il messaggero della regina Anna.