— Qual uomo?

— Quell'uomo maledetto, il mio cattivo genio, che ho sempre veduto quando sono stato minacciato da qualche disgrazia, colui che accompagnava l'orribile donna quando la incontrai per la prima volta, colui che cercava quando provocai l'amico Athos, colui che ho veduto la mattina stessa del giorno in cui la sig. Bonacieux fu rapita, l'uomo di Méung infine; io l'ho veduto, è lui! l'ho riconosciuto quando il vento ha mezzo aperto il suo mantello.

— Diavolo? disse Athos pensieroso.

— In sella! signori, in sella perseguitiamolo, e lo raggiungeremo.

— Mio caro, disse Aramis, pensate che egli va alla parte opposta a quella ove andiamo noi, che egli ha un cavallo fresco e che i nostri sono stanchi, che per conseguenza noi faremo crepare i nostri, senza neppure aver la fortunata combinazione di raggiungerlo.

— Eh! signore gridò uno stalliere correndo dietro lo sconosciuto, eh, signore, eh!

— Amico mio, disse d'Artagnan, una mezza doppia per quel pezzo di foglio.

— In fede mia, signore, con tutto il piacere; eccolo.

Lo stalliere, contento della buona giornata che aveva fatta, rientrò nel cortile dell'albergo.

D'Artagnan spiegò il foglio.