Sbarcando a Portsmouth, milady era un'Inglese che le persecuzioni della Francia scacciavano dalla Rochelle. Sbarcando a Boulogne, dopo due giorni di traversata, essa si fece credere una Francese che gl'Inglesi perseguitavano per l'odio che avevano contro la Francia.
Milady d'altronde aveva il più efficace dei passaporti, la bellezza e la generosità con la quale spendeva le sue doppie. Superate le formalità di uso per mezzo di un sorriso affabile e di maniere eleganti presso un governatore che le baciò la mano, essa non si fermò a Boulogne se non che il tempo necessario per mettere alla posta una lettera così concepita.
A Sua Eccellenza il duca di Richelieu, al campo davanti la Rochelle.
«Vostra Eccellenza si tranquillizzi, Sua Grazia, il duca di Buckingham, non partirà più per la Francia.
«Boulogne 25 la sera.
«Milady di ***»
«P. S. secondo il desiderio di Vostra Eccellenza, io mi porto al convento delle Carmelitane di Béthune, ivi aspetterò i suoi ordini.»
Effettivamente, la stessa sera, milady si mise in viaggio; la notte la sorprese; si fermò e dormì in un albergo, poi l'indomani a cinque ore del mattino partì, e tre ore dopo giunse a Béthune.
Essa si fece indicare il convento delle Carmelitane e tosto vi entrò. La superiora le venne incontro, milady mostrò l'ordine del ministro, l'abbadessa le fece dare una camera e la fece servire della colezione.
Tutto il passato si era cancellato agli occhi di questa donna, e collo sguardo fisso verso l'avvenire, essa, non vedeva che l'alta fortuna che le riserbava il ministro, che era stato così fortunatamente servito, senza che il suo nome fosse mischiato in niente in questo sanguinoso affare. Le passioni sempre nuove che la consumavano davano alla sua vita l'apparenza di quelle nubi che salgono al cielo, riflettendo ora l'azzurro, ora il fuoco, ora il nero della tempesta e che non lasciano altre tracce se non che le devastazioni e la morte.