L'ufficiale presiedeva a tutti questi particolari con quella stessa calma che milady gli aveva costantemente veduta, non pronunciando una parola, e facendosi obbedire con un gesto della sua mano, o con un soffio del suo fischietto.

Si sarebbe detto che fra quest'uomo e i suoi inferiori la lingua parlata non esisteva o era divenuta inutile.

Finalmente milady non potè contenersi più lungamente, e ruppe il silenzio.

— In nome del cielo, signore, gridò essa, che vuol dire tuttociò che accade? fissate le mie irresoluzioni: io ho coraggio per ogni pericolo che prevedo, per ogni disgrazia che comprendo. Dove sono io, e che cosa sono io? sono io libera? e perchè queste sbarre e queste porte? sono io prigioniera? qual delitto ho io commesso?

— Voi siete qui nell'appartamento che vi è destinato, signora. Ho ricevuto l'ordine di venirvi a prendere in mare, e di condurvi in questo castello. Io credo di avere adempito a quest'ordine con tutto il rigore di un soldato, ma nello stesso tempo con tutta la cortesia di un gentiluomo. Qui termina, almeno per ora, l'incarico che mi era stato imposto di compiere vicino a voi; il resto spetta ad un'altra persona.

— E quest'altra persona, chi è? domandò milady, non potete voi dirmi il suo nome?

In questo momento s'intese per le scale un gran rumore di speroni; alcune voci passarono e si estinsero, ed il rumore di un passo isolato si avvicinò fino alla porta.

— Questa persona, eccola qui, signora disse l'ufficiale sgombrando il passo, e ponendosi nell'attitudine del rispetto e della sommessione.

Nello stesso tempo la porta si aprì. Un uomo comparve sulla soglia.

Egli era senza cappello, portava la spada al fianco e contorceva il fazzoletto.