— Alcuno: ve lo giuro.
E vi era tanta serenità e sangue freddo, ed anche dolcezza nella voce di questo giovane, che milady si rassicurò.
Finalmente, dopo un'ora circa di cammino la carrozza si fermò davanti un cancello di ferro che chiudeva una via scavata, conducente ad un castello di forma severa, massiccio ed isolato. Allora, siccome le ruote giravano sopra una sabbia fina, milady intese un vasto muggito che riconobbe pel rumore del mare che viene ad infrangersi contro una costa scoscesa.
La carrozza passò sotto due vôlte, finalmente si fermò in un cortile tetro e quadrato. Quasi subito la portiera si aprì, il giovane saltò leggermente a terra, presentò la sua mano a milady che si appoggiò e discese a sua volta con molta calma.
— Io dunque sono sempre prigioniera, disse milady guardando intorno a se e riportando i suoi occhi sul giovane ufficiale col più grazioso sorriso; ma io non lo sarò lungamente, ne sono sicura, aggiunse ella. La mia coscienza e la vostra gentilezza, signore, me ne sono garanti.
Per quanto fosse lusinghiero il complimento, l'ufficiale non rispose una parola; ma cavando dalla sua cinta un piccolo fischietto d'argento simile a quello che si servono per dare il comando sui bastimenti da guerra, fischiò tre volte sopra diverse ondulazioni; tosto comparvero parecchi uomini, staccarono i cavalli fumanti, e posero la carrozza nella sua rimessa.
L'ufficiale, sempre con la stessa tranquilla cortesia, invitò la sua prigioniera a entrare in casa. Questa, sempre col massimo viso sorridente, lo prese pel braccio, ed entrò con lui sotto una porta bassa, illuminata soltanto nel fondo che conduceva ad una scala di pietra a chiocciola; si fermarono quindi davanti ad una porta massiccia che, dopo l'introduzione di una chiave che il giovane portava seco, girò pesantemente sui suoi cardini, e dette apertura alla camera destinata a milady. Con un solo sguardo la prigioniera abbracciò l'appartamento nelle sue più piccole parti.
Era una camera il di cui mobiglio era molto proprio per una prigione, ma nello stesso tempo molto rigido per un uomo in libertà. Però le sbarre alle finestre, e i chiavistelli all'esterno della porta decidevano il pensiero sul conto di una prigione.
Per un istante tutta la forza d'animo di questa creatura, sebbene temperata alle sorgenti le più rigorose, l'abbandonò. Ella cadde sopra una sedia, incrociò le braccia, abbassando la testa, ed aspettando ad ogni istante di vedere entrare un giudice per interrogarla.
Ma non entrò alcuno, se non che due o tre soldati di marina che portarono il suo equipaggio, lo deposero in un canto e si ritirarono senza dir parola.