Frattanto il rumore diveniva più forte; i cavalli non parevano più essere che alla distanza di cento passi; se non si distinguevano ancora, ciò era perchè la strada formava un gomito. Tuttavolta il rumore era così distinto che si sarebbero potuti contare dal battere dei loro ferri.

Milady guardava con tutta la potenza della sua attenzione: faceva precisamente abbastanza chiaro perchè potesse distinguere quelli che venivano.

Ad un tratto, alla voltata della strada, vide rilucere i cappelli gallonati e ondeggiare le piume; essa contò due, poi otto cavalieri. Uno di essi precedeva gli altri per la distanza di due cavalli.

Milady mandò un ruggito. In quello che stava alla testa riconobbe d'Artagnan.

— Oh! mio Dio! mio Dio! gridò la sig. Bonacieux, che cosa è dunque?

— È l'uniforme delle guardie del ministro; non c'è un istante da perdere, gridò milady. Fuggiamo, fuggiamo.

— Sì, sì, fuggiamo, ripetè la sig. Bonacieux, ma senza poter fare un passo, ritrovandosi inchiodata dal terrore nel posto ove era.

S'intesero i cavalli che passavano sotto la finestra.

— Venite dunque, ma venite dunque! gridava milady, cercando di trascinare la giovine pel braccio. Per mezzo del giardino, noi possiamo ancora fuggire, io ne ho la chiave; ma affrettiamoci, fra cinque minuti sarà troppo tardi.

La sig. Bonacieux tentò di camminare, fece due passi, e cadde in ginocchio.