Milady le fece segno di sedere davanti ad essa, le versò un piccolo bicchiere di vino di Spagna e le presentò il petto di un pollo.
— Vedete diss'ella, che tutto ci seconda; ecco la notte che sopraggiunge; alla punta del giorno arriveremo al luogo del nostro ritiro, e nessuno potrà sospettare dove siamo. Vediamo, coraggio, prendete qualche cosa.
La sig. Bonacieux mangiò macchinalmente qualche boccata, e bagnò le sue labbra nel bicchiere.
— Andiamo adunque, disse milady portando il proprio bicchiere alle sue labbra, fate come me.
Ma al momento in cui essa avvicinava il bicchiere alle labbra, la mano rimaneva sospesa, perchè aveva inteso il lontano rumore di cavalli messi al galoppo che si avvicinavano; poi, quasi nello stesso tempo, le sembrò di sentire il nitrito di questi.
Un tal rumore la tolse dalla sua gioia, come il rumore di un uragano sveglia da un bel sogno; essa impallidì, corse alla finestra, nel mentre che la sig. Bonacieux alzandosi tutta tremante, si appoggiava alla sedia per non cadere.
Non si vedeva ancor niente: si sentiva soltanto il galoppo più distintamente.
— Oh! mio Dio! disse la sig. Bonacieux, che è questo rumore?
— Quello dei nostri amici o dei nostri nemici, disse milady con un terribile sangue freddo. Restate qui dove siete, io anderò a vedere.
La signora Bonacieux rimase in piedi, muta, immobile e pallida come una statua.