— Ah! non è così, che io voleva vendicarmi, disse milady con un sorriso infernale, rimettendo il bicchiere sulla tavola, in fede mia! si fa quello che si può.
E tosto si slanciò fuori dell'appartamento.
La sig. Bonacieux la guardò fuggire senza poter seguirla; essa era come quelle genti che sognano di essere perseguitate e tentano invano di camminare.
Passarono alcuni minuti, un rumore spaventevole rintronò; ad ogni istante la sig. Bonacieux si aspettava di vedere ricomparire milady, che non ritornava.
Molte volte, forse dal terrore, un freddo sudore colò dalla sua fronte ardente.
Finalmente, s'intese il rumore della porta che si apriva; quindi quello degli stivali e degli speroni che salivano le scale; successe un gran mormorio di voci che andavano avvicinandosi, in mezzo alle quali le sembrava di sentir pronunciare il suo nome.
Ad un tratto gettò un gran grido di gioia, e si slanciò verso la porta: essa aveva riconosciuto la voce di d'Artagnan.
— D'Artagnan! d'Artagnan! gridò ella, siete voi? per di qui!
— Costanza! rispose il giovane, dove siete voi? mio Dio!
Nello stesso momento la porta della cella cedè all'urto, anzichè aprirsi. Molti uomini si precipitarono nella camera, la sig. Bonacieux era caduta sopra una sedia, senza poter fare un movimento.