E partì al galoppo.
Un quarto d'ora dopo ritornò effettivamente accompagnato da un uomo mascherato, avvolto in un gran mantello rosso.
Lord de Winter ed i tre moschettieri s'interrogarono con lo sguardo. Nessuno di loro potè informare gli altri, perchè tutti ignoravano chi era quest'uomo. Tutti però pensarono che la faccenda dovesse andare così: poichè la faccenda era diretta da Athos.
A nove ore, guidati da Planchet, la cavalcata si mise in viaggio prendendo il cammino che aveva seguito la carrozza.
Era un tristo spettacolo quello di questi sei uomini, che correvano in silenzio, immersi tutti nei proprii pensieri, cupi come la disperazione, tetri come il gastigo.
CAPITOLO LXV. IL GIUDIZIO
Era una notte tempestosa e oscura; grossi nuvoloni percorrevano il cielo, velando la chiarezza delle stelle. La luna non doveva alzarsi che alla mezzanotte.
Alcune volte, al chiarore dei lampi che rischiaravano l'orizzonte, si scorgeva la strada che si presentava bianca e solitaria, quindi spento il chiarore, tutto ritornava nell'oscurità.
Ad ogni tanto, Athos invitava d'Artagnan a mettersi in fila, perchè andava sempre qualche passo avanti, ma dopo un istante di obbedienza, ritornava nuovamente avanti. Non aveva che un pensiero, ed era quello di andare avanti, e vi andava.
Traversarono in silenzio il villaggio di Festubert, ove era rimasto il domestico ferito: poscia traversarono il bosco di Rochebourg. Giunti ad Herlier, Planchet, che dirigeva sempre la colonna, prese a sinistra.