— Nel mentre che io guardava la finestra, egli guardava la porta.
— Bene! disse Athos, voi siete tutti fedeli servitori.
Athos saltò da cavallo e consegnò le redini a Grimaud; quindi si avanzò sotto la finestra, dopo aver fatto segno al resto della sua truppa di girare dalla parte della porta.
La piccola casa era circondata da una siepe foltissima, alta circa tre piedi. Athos l'oltrepassò, giunse fino alla finestra priva di sportelli al di fuori, ma le di cui mezze tendine erano esattamente tirate.
Egli montò sul suo parapetto di pietra affinchè il suo occhio potesse oltrepassare l'altezza delle mezze tendine.
Al chiarore di una lampada, egli vide una donna avviluppata in un gran manto di colore scuro, seduta sopra uno sgabello, vicino ad un fuoco quasi spento. I suoi gomiti erano appoggiati sopra una cattiva tavola, ed, essa appoggiava la sua testa sopra ambe le mani, bianche come l'avorio.
Non si poteva distinguere il suo viso, ma un sorriso sinistro passò sulle labbra di Athos. Non vi era da ingannarsi: quella era la donna che egli cercava.
In questo momento, un cavallo nitrì. Milady alzò la testa, vide dietro ai vetri il pallido viso di Athos, e mandò un grido.
Athos capì che era stato riconosciuto, spinse la finestra col ginocchio e colla mano; questa cedè, i vetri si ruppero, e Athos, simile allo spettro della vendetta, saltò nel mezzo della camera, milady corse alla porta e l'aprì. Più pallido e più minaccioso ancora di Athos, d'Artagnan stava sulla soglia.
Milady indietreggiò mandando un grido; d'Artagnan, credendo ch'essa avesse qualche mezzo di evasione, e temendo che loro non fuggisse, levò una pistola dalla sua cintola. Ma Athos alzò la mano: