«L'indomani del mio ritorno a Lille, mio fratello pervenne anch'egli a fuggire; fui accusato di complicità, e condannato a rimanere in prigione nel suo posto, fino a che non fosse ritornato a costituirsi prigioniero. Il mio povero fratello ignorava questo giudizio, egli raggiunse questa donna, fuggì con lei nel Berry, e là visse alcun tempo facendola passare per sua sorella.
«Il signore di quel luogo, ove erano andati ad abitare questi pretesi due fratelli, divenne innamorato di lei al punto che le propose di sposarla. Allora essa lasciò quello che aveva perduto, per quello che voleva perdere, e divenne la contessa della Fère;
Tutti gli occhi si voltarono verso Athos, di cui questo era il vero nome, il quale fece segno colla testa, che tutto ciò che aveva detto il carnefice era vero.
— Allora, riprese questi, mio fratello pazzo disperato, deciso a sbarazzarsi di una esistenza alla quale aveva tolto tutto, onore e fortuna, il mio povero fratello ritornò a Lille, e sentendo il decreto che mi aveva condannato invece sua, si costituì prigioniero, e si impiccò la stessa sera all'inferriata della sua prigione. Del resto, bisogna che io renda giustizia a chi di dovere; quelli che mi avevano condannato mi mantennero la parola. Appena fu constata l'identità del cadavere, che fui rimesso in libertà. Ecco il delitto per cui l'accuso, ecco la causa per cui l'ho marchiata.
— Sig. d'Artagnan, disse Athos, qual è la pena che voi reclamate per questa donna?
— La pena di morte! rispose d'Artagnan.
— Milord de Winter, continuò Athos, qual è la pena che reclamate contro questa donna?
— La pena di morte! riprese lord de Winter.
— Signori Porthos ed Aramis, riprese Athos, voi che siete i suoi giudici, qual è la pena che pronunciate contro questa donna?
— La pena di morte! risposero con voce sorda i due moschettieri.