— Vedete! disse Athos, questa donna ha un figlio, eppure ella non ha detto una parola di suo figlio!

Il battello si allontanò verso la riva sinistra della Lys, portando la colpevole e l'esecutore. Tutti gli altri rimasero sulla riva destra, caduti in ginocchio, pregando per la condannata.

Il battello scorreva lentamente lungo la corda del traghetto sotto il riflesso di una pallida nube, che in quel momento passava a piombo sull'acqua.

Fu visto approdare all'altra riva, i personaggi si disegnavano in nero sull'orizzonte rossastro.

Milady, durante il tragitto, era pervenuta a staccare la corda che le legava i piedi. Giungendo all'altra riva, saltò leggiermente a terra, e prese la fuga.

Ma il suolo era umido: e giungendo sull'alto dell'argine, scivolò e cadde in ginocchio.

Fu colta senza dubbio da un'idea superstiziosa: essa capì che il cielo le rifiutava il suo soccorso, e rimase nell'attitudine in cui si ritrovava, colla testa inchinata e le mani giunte.

Allora fu visto dall'altra riva il carnefice alzare lentamente le due braccia, un raggio della luna riflettè sulla lama della larga sua spada, le due braccia ricaddero; s'intese il fischio della scimitarra e il grido della vittima, quindi una massa tronca si piegò sotto il colpo.

Allora il carnefice si tolse il mantello rosso, lo stese per terra, vi trascinò sopra il corpo, vi gettò la testa, lo annodò ai quattro angoli lo caricò sulla sua spalla e rimontò nel battello.

Giunto in mezzo alla Lys, fermò la banca, e sospendendo il suo fardello al disopra del fiume: