— Lasciate passare la giustizia di Dio! gridò egli ad alta voce.

E lasciò cadere il cadavere nel più profondo dell'acqua, che si richiuse sopra di esso.

CAPITOLO LXVII. UN MESSAGGIO DEL MINISTRO

Tre giorni dopo i quattro moschettieri rientravano a Parigi; essi erano rimasti nei limiti del loro congedo, e la stessa sera andarono dal sig. de Tréville, a fargli la solita visita di uso.

— Ebbene! signori, domandò il loro capitano, vi siete voi divertiti nella vostra escursione?

— Prodigiosamente! rispose Athos in nome suo e in quello dei suoi compagni.

Il sei del successivo mese, il re mantenendo la promessa che aveva fatta al ministro di ritornare alla Rochelle, lasciò Parigi tutto stordito ancora dalla novella che vi si era sparsa che Buckingham era stato assassinato.

Quantunque prevenuta, che l'uomo che essa amava tanto, correva un forte pericolo, la regina, quando le fu annunziato questa morte, non volle crederla; e giunse perfino a gridare imprudentemente.

— È falso! egli mi ha scritto...

Ma l'indomani bisognò bene prestar fede all'annunzio. Laporte, trattenuto come tutti gli altri in Inghilterra per ordine del re Carlo I, arrivò portatore dell'ultimo funebre regalo, che Buckingham inviava alla regina.