La gioia del re era stata vivissima; non si dette alcuna pena di dissimularla, anzi la dimostrò con affettazione davanti alla regina; Luigi XIII, come tutti i cuori deboli mancava di generosità.
Ma ben presto egli ritornò cupo e pensieroso; la sua fronte non era di quelle che si mantengono lungamente ilari; sentiva che ritornando al campo, andava a riprendere la sua schiavitù e ciò non ostante vi ritornava.
Il ministro era per lui il serpente affascinatore, ed egli era l'uccello che saltellava di ramo in ramo senza potere sfuggirgli.
Per questo il ritorno alla Rochelle era profondamente tristo. I quattro amici particolarmente formavano la meraviglia dei loro camerati, essi viaggiavano assieme uniti coll'occhio tetro e la testa bassa. Athos solo rialzava di tratto in tratto la sua fronte, un lampo balenava dai suoi occhi, un amaro sorriso passava sulle sue labbra; quindi simile ai suoi camerati, si lasciava nuovamente andare alle sue meditazioni.
Appena giunta la scorta in una città, dopo che avevano condotto il re al suo alloggio, i quattro amici si recavano o al loro quartiere o in qualche osteria appartata, ove non giuocavano nè bevevano; parlavano soltanto a bassa voce, osservando con attenzione di non essere ascoltati da nessuno.
Un giorno che il re aveva fatto alto sulla strada, per dar la caccia alla gazza, che i quattro moschettieri, secondo il loro costume, invece di seguire la caccia, si erano ritirati in una osteria posta sulla strada maestra; un uomo che veniva dalla Rochelle a tutta briglia, si fermò alla porta per bere un bicchiere di vino e penetrò il suo sguardo nell'interno della camera, ove stavano a tavola i quattro moschettieri.
— Olà! signor d'Artagnan, non siete voi che vedo laggiù?
D'Artagnan alzò la testa e mandò un grido di gioia; quell'uomo che lo chiamava era il suo fantasma, era lo sconosciuto di Méung, della strada Fossoyeurs, e di Arras.
D'Artagnan cavò la spada e si slanciò verso la porta.
Ma questa volta invece di fuggire, lo sconosciuto saltò giù del suo cavallo, e s'avvanzò incontro a d'Artagnan.