— Ah! signore, disse il giovane, finalmente vi ho raggiunto. Questa volta non mi fuggirete.
— Non era questa neppure la mia intenzione, perchè questa volta io vi cercava. In nome del re, io vi arresto.
— Come! che dite voi? gridò d'Artagnan.
— Io vi dico, signore, che dovete cedermi la vostra spada, e senza alcuna resistenza. Vi avverto che ne va della vostra testa.
— Chi siete voi? gridò d'Artagnan abbassando la sua spada, senza però renderla ancora.
— Io sono il cavaliere de Rochefort, rispose lo sconosciuto, scudiero di Sua Eccellenza il ministro Richelieu, ed ho l'ordine di condurvi a Sua Eccellenza.
— Noi ritorniamo presso Sua Eccellenza, signor cavaliero, disse Athos avanzandosi, e voi vorrete accettare la parola del signor d'Artagnan che si recherà in linea retta alla Rochelle.
— Io debbo consegnarlo nelle mani delle guardie, che lo ricondurranno al campo.
— Faremo noi le loro veci, signore, sulla nostra parola da gentiluomini! Ma sulla nostra parola da gentiluomini pure, aggiunse Athos aggrottando il sopracciglio, il signor d'Artagnan non ci lascerà.
Il signor Rochefort gettò un colpo d'occhio indietro, e vide che Porthos ed Aramis, si erano posti fra lui e la porta; egli capi che si trovava interamente a loro discrezione.