D'Artagnan prese la pergamena esitando, e vi gettò sopra lo sguardo.
Era un brevetto di tenente nei moschettieri.
D'Artagnan cadde ai piedi del ministro.
— Eccellenza, diss'egli, la mia vita è vostra; disponetene d'ora innanzi; ma non merito il favore che mi accordate: io ho tre amici che sono più degni....
— Voi siete un bravo giovane, interruppe il ministro, battendogli famigliarmente la mano sulla spalla, contento come era di aver domato questa natura ribelle; fate di quel brevetto ciò che più vi piacerà, poichè il nome è in bianco; ricordatevi soltanto che sono stato io che ve l'ho dato.
— Io non lo dimenticherò mai, rispose d'Artagnan, Vostra Eccellenza può esserne certa.
Il ministro si voltò e disse ad alta voce.
— Rochefort!
Il cavaliere, che senza dubbio stava dietro la porta, entrò subito.
— Rochefort, disse il ministro, voi vedete il signor d'Artagnan; io lo ricevo nel numero dei miei amici. Così dunque abbracciatevi e siate saggi, se avete cura a conservare la testa.