— Ma che volete voi fare di questa lettera? domandò Porthos.

— Vieni qui, Grimaud, disse Athos.

Grimaud si alzò ed obbedì.

— Per punirvi di aver parlato senza permesso, amico mio, voi mangerete questo pezzo di carta, poi, per ricompensarvi del servizio che ci avete reso, beverete dopo questo bicchiere di vino. Ecco prima la lettera. Masticate con energia.

Grimaud sorrise, e tenendo gli occhi fissi sul bicchiere che Athos aveva riempito colmo, masticò la lettera e la inghiottì.

— Bravo! padron Grimaud, disse Athos, ora prendete questo. Bene. Io vi dispenso dal dire grazie.

Grimaud bevè silenziosamente il bicchiere di vino di Bordeaux, ma i suoi occhi alzati al cielo parlavano, durante il tempo che percorse in questa operazione, un linguaggio, che per esser muto, non era però meno espressivo.

— Ed ora, disse Athos, ammenocchè il ministro non abbia l'ingegnosa idea di fare aprire il ventre a Grimaud, io credo che possiamo essere presso a poco tranquilli.

In questo mentre Sua Eccellenza continuava la sua melanconica passeggiata, e mormorava sotto i suoi baffi.

— Decisamente bisogna che questi quattro diventino del mio partito.