— Voi non avevate lette che due righe, disse d'Artagnan; riprendete adunque la lettura dal suo principio.
— Volentieri, disse Aramis:
«Mio caro cugino, io credo bene che mi deciderò a partire per Béthune, ove mia sorella ha fatto entrare la piccola servente nel convento delle carmelitane. Questa povera giovinetta si è rassegnata, ella sa che non può vivere in altro luogo senza che sia in pericolo la salute della sua anima. Però se gli affari della nostra famiglia si accomoderanno nel modo che desideriamo, io credo che ella correrà il rischio di dannarsi, e che ritornerà vicino a coloro che la desiderano, tanto più che sa che si pensa sempre a lei. Frattanto, essa non è troppo disgraziata, tutto ciò che le resta a desiderare, è una lettera del suo pretendente. Io so bene che questa specie di derrata passa difficilmente fra le inferriate, ma oltre a tutto, come ve ne ho date pruove, mio caro cugino, io non sono molto mal destra e m'incarico della vostra commissione. Mia sorella vi ringrazia della vostra buona e continua rimembranza: per un istante ella ha avuto grandi inquietudini, ma finalmente ora si è alcun poco tranquillizzata, avendo inviato un suo commesso laggiù affinchè non accada niente di imprevisto.
«Addio, mio caro cugino: dateci le vostre notizie il più spesso che potete, vale a dire tutte le volte che credete poterlo fare con sicurezza. Vi abbraccio.
Maria Michon»
— Oh! quanto vi devo, Aramis! gridò d'Artagnan. Cara Costanza! finalmente ho avuto le sue notizie! ella vive, ella è al sicuro in un convento; ella è a Béthune; dove credete voi che sia Béthune, Athos?
— Sulle frontiere dell'Artois e della Fiandra; una volta che sia tolto l'assedio, noi potremo andare a fare un giro da quella parte.
— E non vi vorrà molto, bisogna sperarlo, disse Porthos: questa mattina pure è stata impiccata una spia, che ha dichiarato che i Roccellesi sono ridotti a mangiare il cuoio delle loro scarpe. Supponendo che, dopo aver mangiato il cuoio, mangino la suola, io non vedo più che cosa loro rimanga dopo, a meno che non si mangino gli uni gli altri.
— Poveri stupidi! disse Athos vuotando un bicchiere di eccellente vino di Bordeaux, che, senza avere in quell'epoca la riputazione che gode oggi giorno, non meritava però meno: poveri stupidi! come se la Religione Cattolica non fosse la più vera avvantaggiosa, e la più aggradevole di tutte le religioni? riprese egli dopo aver fatto sbattere la sua lingua contro il palato, però sono brava gente. Ma che diavolo fate dunque, Aramis? continuò Athos, voi richiudete questa lettera in saccoccia?
— Sì, disse d'Artagnan, Athos ha ragione, bisogna bruciarla. Ed ancora se basta, il ministro potrebbe forse avere qualche segreto per esplorare le ceneri.