Fu per questo che i primi momenti della prigionia riuscirono terribili: alcune convulsioni di rabbia che essa non potè sormontare, pagarono il suo debito di femminile debolezza alla natura. Ma a poco a poco sormontò la foga della sua pazza collera, disparvero i fremiti nervosi che avevano agitato il suo corpo, e si ripiegò su se stessa come un serpente stanco che ha bisogno di riposo.

— Andiamo, andiamo, io era folle di lasciarmi in tal modo trasportare, disse ella, fissandosi sullo specchio che riflettè ai suoi occhi il suo avvampante sguardo, col quale sembrava che interrogasse se stessa. Non usiamo violenza! la violenza è una pruova di debolezza; e per primo, io non sono mai riuscita a niente con questo mezzo. Forse, se io usassi della mia forza contro delle donne, potrei avere la combinazione di ritrovarne anche più deboli di me, e per conseguenza di vincerle; ma è contro ad uomini che io mi batto; e per essi io non sono che una donna. Combattiamo adunque da donna. La mia forza è nella mia debolezza.

Allora, come per render conto a se stessa dei cambiamenti che poteva imporre alla sua fisonomia così espressiva e così immobile, essa le fece assumere successivamente tutte le espressioni, da quella della collera che corrugava i suoi lineamenti, fino a quella del più dolce, del più affettuoso e del più seducente sorriso. Quindi i suoi capelli sotto le sue sapienti mani presero quelle ondulazioni che ella credè potere aiutare le grazie del suo viso. Finalmente, contenta di se stessa, mormorò:

— Andiamo, non vi è ancora niente di perduto, io sono sempre bella.

Erano circa le otto della sera. Milady scoperse un letto, e pensò che il riposo di alcune ore rinfrescherebbe non solo la sua testa e le sue idee, ma ancora il suo colorito. Però, prima di andare in letto, le venne un idea anche migliore: essa aveva inteso parlare di cena, essendo già da un'ora in quella camera non potevano tardar molto a portarle il vitto. La prigioniera non volle perder tempo e risolse di far fin da quella prima sera alcuni tentativi per acquistare terreno, studiando i caratteri delle persone alle quali era stata confidata la sua custodia.

Un lume apparve sulla porta; questo lume annunciava il ritorno dei suoi carcerieri. Milady, che si era alzata, si rigettò prestamente sulla sua poltrona, colla testa rovesciata indietro, i suoi bei capelli snodati e sparsi, la sua gola per metà nuda sotto i suoi merletti scomposti, con una mano sul cuore e l'altra pendente.

Furono tolti i catenacci, la porta cigolò sopra i suoi cardini, alcuni passi rintronarono nella camera, e si avvicinarono.

— Ponete là questa tavola, disse una voce che la prigioniera riconobbe per quella di Felton. L'ordine fu eseguito.

— Voi porterete dei lumi e cambierete la sentinella, continuò Felton.

E questo doppio ordine che diede ai medesimi individui il sottotenente, provò a Milady che i suoi servitori erano quegli stessi uomini che erano i suoi guardiani, vale a dire soldati.