Ella si morse le labbra.
— Sono dunque molto vecchia?
— Bisognerebbe essere vostro marito o il vostro amante per saperlo.
— Il mio amante: ma questi sono insulti, signor conte.
— Non ne avete? perdono: credevo che sarei stato più insolente non supponendovene.
— Vuole proprio schiacciare una povera donna.
Io le tesi la mano, che ella afferrò con impeto molto seduttore.
Eravamo rimasti in sala io, Carlo e Mimy egualmente indispettiti della festa. Non riuscivamo a parlarci.
— Ma allora me ne vado: davvero che questa conversazione è peggiore della festa.
— E vattene... ma a proposito: t'aspetto domani.