Ero in una difficile positura: salito il primo piede, non mi veniva fatto di levare il secondo, poco giovandomi le mani: un momento fui per cadere, ella soffocò un grido.
— Smetti: ma cadrai!...
— Se hai paura, gettami una treccia. Ero montato.
— Scherzi sempre.
— No, ti amo davvero! Dammi la mano.
— Buona notte.
— Dammi la mano! insistei. Ella si ritraeva, io restava ritto contro il muro, un braccio levato in un'attitudine ridicola.
Una vampa di sdegno m'irruppe nel cuore.
— Ah!... e finsi di pericolare.
Ella si precipitò al davanzale protendendo ambe le braccia; ma in quel punto perdetti davvero l'equilibrio e mi convenne spiccare un salto per non tombolare. Caddi così sciaguratamente che Mimy scoppiò a ridere.