— Supponiamo che il mio romanzo vi piacesse.

— Ebbene? ribattè la signora sorridendo cogli occhi.

— Il romanziere potrebbe sperare altrettanto?

La contessa, che durante il dialogo aveva avuto il tempo di cavarsi i guanti, si grattò con un'unghia, lunga e curva come il becco di un falco, una narice.

— Non rispondete?

— Se non l'ho ancora letto!

— Lo leggerete.

— Quando?

— Neanche io ho preso la penna, ma invece vi piglio la mano.

Si guardò attorno per vedere se erano soli, e suggellò il contratto con un bacio.