— Allora guai! perchè ridiscendere la collina sarebbe rinunciare all'orizzonte ed al sole...

Rimasero entrambi pensierosi, ma probabilmente assorti in opposti pensieri. Giorgio guardando il cielo sembrava quasi sognare, mentre Carlo colla fronte aggrottata, il labbro inferiore fra i denti, s'agitava nella soluzione impossibile di un inevitabile problema.

Il sole si chinava sulla collina e giù nella pianura l'ombre si allungavano bizzarramente.

— Ci andrò, proruppe alla fine discorrendo seco stesso: non sono già un ragazzo da avere paura, nè ella è tanto dotta da confondermi. È bella, ma se ne veggono di più belle; non è vero, tu, Giorgio?

— Che cosa?

— Sei intrattabile colle tue distrazioni.

— Lo so: dunque?

— Domani ci vado.

— Ne ero sicuro.

— Perchè?