— Ma non saperne altro...

— Massime per un innamorato.

— Non lo sono, ribattè con asprezza.

— Lo diventerai; si è sempre abbastanza giovani per commettere una sciocchezza; poi a quarant'anni se l'amore è più difficile in compenso è più pericoloso.

Quegli abbassò il capo.

— Credi, domandò dopo una pausa, che ci sia qualche cosa sotto questo invito? Quella donna vorrei capirla...

— Non so se ti sarebbe un bene o un male. Sei alla vigilia, se già forse non l'hai scoperta, di scoprire la tua donna: comprenderla è un altro affare. Ti ho paragonato a Colombo, e insisto nel mio paragone. Invece che qui, a un miglio forse da San Mammolo, sovra una collina di Bologna, ti suppongo sopra una costa del nuovo mondo: bada che invento perchè non ci sono stato: il terreno arido ed ineguale non presenta ancora nulla di strano, di magnificamente lussurioso, di tropicale; nè alberi, nè fiori, nè animali. Il cielo è azzurro, il mare verde come in Europa; eppure nella terra, nel mare e nel cielo si sente una inesprimibile diversità di un altro mondo. A fronte ti si alza un poggio, sulla cima del quale il vento soffiando ribatte le rose di un gazuma... e al di là? ecco il mistero: l'amore. Sei alle falde, ti senti attirato e dubiti di salire: monta dunque e guarda.

— È presto detto! monta e guarda... ma bisogna essere giovane per salire la collina, o se vi mancano le forze non rimane altro tentativo che di una corsa disperata... come di un cacciatore dietro un lepre ferito. Si potrebbe forse arrivare sulla vetta...

— E una volta sulla vetta, se invece di un giardino ti si affacciasse una palude?

L'altro non rispose ed egli seguitò quasi fantasticando: