L'accusata, chiusa nella gabbia di ferro, sembrava non accorgersi del pubblico e sedeva sull'ignobile panca, la fronte nella mano. Il suo viso, ancora giovane ma patito, aveva una malinconica espressione, resa quasi fosca dai capelli nerissimi, che mal pettinati, in treccie e in riccioli l'incorniciavano: era scarno, livido. La veste ampia e smollata non consentiva le forme della persona: ma la testa era di un bel carattere, vigorosa, cogli occhi affossati e nerissimi, le labbra sottili: la mano era secca e nervosa, il piede che spuntava dalla veste assai piccolo.

Siccome all'entrare di Carlo sorse un mormorio negli spettatori, ella si rivolse, incontrò il suo sguardo e riabbassò indifferente gli occhi.

Il processo era grave: trattavasi della testa.

Arrivando al banco, Carlo cadde così abbattuto sulla sedia, che il compagno gli chiese sbigottito se si sentiva male.

— Peggio, rispose con scherno doloroso.

L'altro l'osservò stupito e non osò interrogarlo di più.

Incominciarono le formalità: Carlo si volse al pubblico osservando le signore in prima fila, convenute in gran numero pel nome dell'avvocato e l'importanza della causa e il sesso dell'accusata — una donna che ha ucciso il marito a sangue freddo e senza un motivo apparente, bella, che può essere condannata nel capo, eccitava anche troppo la curiosità femminile: bisognava venire all'Assisie per penetrare quella fisonomia e leggere meglio del giudice nelle risposte, cogliere a volo la passione. L'accusata avrebbe paura? Svenirebbe se condannata nel capo? Problemi divertenti per gli sfaccendati, ed era il caso. Poi vi è sempre una certa voluttà a sentirsi libero e sano in faccia ad un altro prigioniero e moribondo.

Carlo corse rapidamente tutte le signore collo sguardo senza fermarsi ad alcuna, sebbene più di due begli occhi cercassero di incontrarsi ne' suoi per vanità.

L'interrogatorio proseguiva: l'accusata rispondeva con voce franca ma velata, senza iattanza e senza paura: si era passata una mano sui capelli e composte le pieghe della veste. Confessò l'omicidio, ma quando il presidente volle spingersi oltre colle domande, gli lanciò un'occhiata breve breve e si chiuse nel silenzio.

Le circostanze erano atroci.