— Sì.

— Sola?

La donna lo fisò meravigliata e fe' una smorfia.

Comprese di aver detto una sciocchezza ed aggiunse:

— Potrà ricevermi? bisogna che mi riceva; annunziatemi, ve ne prego, — e senza darle il tempo di rispondere si spinse nell'anticamera; la donna lo condusse al salone e ve lo lasciò.

Era ancora più agitato: cominciava a sentire la difficoltà di una spiegazione non ridicola colla marchesa. Passeggiò su e giù pel salone fermandosi davanti al ritratto di una matrona, che nuda il seno malgrado il poco calore dell'ambiente, sembrava guardarlo sorridendo.

Quel ritratto gli deviò i pensieri.

Poco dopo intese da una stanza attigua un accordo di mandôla e la voce della mora, che cantava con accento melodico e appassionato:

Oh t'amo! il sol ti sfolgora

Nelle pupille, t'amo...