La romanza si smorzò così voluttuosamente, che l'avvocato si sentì correre al cuore un fremito di poesia e attese palpitando che ripigliasse.
Zisa riprese:
E amar ti lascia, o pallida
Sultana del piacere...
Schiava di te, m'innebrio
Di schiava nel pensiere.
Una catena argentea
Mi serra il collo e il piè:
Ad ogni anello un bacio