Opere inedite. — Ottone di Banzole.
Innamorato al di là delle proprie forze, dopo quella scena teatrale, Carlo non pensava più che alla marchesa; non studiava, non andava al foro.
In casa triste ed accigliato non s'incontrava con Mimy che a pranzo, ma evitava perfino di doverle parlare, quasi le odiasse il privilegio di piacere alla marchesa. E Mimy, delicata quanto una sensitiva, soffriva di queste maniere, ma non osava lagnarsi, pensando ai propri torti verso il marito, perchè Mimy credeva ancora l'adulterio una colpa, malgrado l'audacia di certe massime del suo giornale: e quelle acerbità ne erano come la pena.
Quindi, ritirata nel suo roseo gabinetto, tutto il giorno meditava e piangeva sulla sua triste vita e sul più triste avvenire, spesso consolandosi con Giulietta, che soave di anima e come donna incline alla cura degli infermi, riceveva quegli sfoghi di amarezza senza l'indiscrezione di volerli scrutare. Le due donne si amavano di profonda e tacita amicizia, e sebbene differenti di natura, perchè Mimy aristocratica nel senso più elevato della parola, e Giulietta plebea, armonizzavano tra loro come un bel fiore con una bella erba.
Giulietta sapeva della tresca col cugino e la disapprovava molto vedendone soffrire Mimy, ma entratavi complice rispettosa portando più di una lettera o vegliando più di un appuntamento, non le aveva mai fatto sentire nemmeno con uno sguardo tutta l'importanza del servigio: e adesso che Giorgio era stato respinto, le lettere arrivavano più frequenti per mano di Namouna. L'egiziana, che sapeva tutto parimenti, sulle prime aveva recalcitrato a far da corriere: poi per amore o per debolezza aveva dovuto cedere al padrone.
Quella notte che Carlo passò così malamente sotto le finestre della marchesa, Giorgio ricondusse Mimy nella propria carrozza. Per strada non dissero una parola, ma giunti a casa, invece di separarsi, Giorgio salì da lei.
Erano entrambi scontenti: sedettero guardando la fiamma. Giorgio si stancò presto di quel silenzio e volle ritentare la prova del mattino: usò ogni spirito per introdurre la conversazione, fu brioso, passionato, e non ne fece nulla. Mimy non lo ascoltava nemmeno; questa noncuranza lo esasperò.
— Ve l'ho già detto, gli rispose con dolcezza: voglio vivere sola i giorni che mi avanzano.
— Invecchierete presto.
— Lo spero.