— No.

— Ma ho promesso a Mimy di pranzare con lei.

— Andate pure, non ho fame, e le volse le spalle.

Ella rientrò nel salottino.

— La signora, le disse Giulietta, si è ritirata nella sua camera e mi ha lasciata a pregarla di pranzare col signor Carlo, perchè ella non si sente bene e vuole stare sola.

La baronessa fissò un momento la fanciulla, e un ghigno rabbioso le contrasse la bocca. S'avvide di essere giocata, ma troppo vecchia e cattiva per mancare di abilità, dissimulò l'ira: si fe' aiutare da Giulietta a rimettersi la mantiglia e partì raccomandandole ogni cura per Mimy e di correre subito ad avvertirla se il male peggiorasse.

— Mi sfidano: la vedremo.

Perchè?

La baronessa Clelia Carretti era la madre di Mimy, ma non sarebbesi potuto giurare che Mimy fosse figlia del marito di lei. Nata in una nobile famiglia decadente, un giorno la baronessa Clelia aveva sposato un ricco borghese; e quell'altro giorno lo aveva rovinato grazie a un lusso smodato e poco intelligente: quindi la moglie, che aveva accettato il marito ricco, lo trovò insopportabile povero: questi che l'aveva amata per la carne e per la vanità, la scoperse una donna molto imperfetta. Le liti scoppiarono prima rare e sommesse, poi violenti, solite, quotidiane seguendo l'aire dei debiti e delle ipoteche.

Mimy capitò in quella burrasca e nascendo non trovò più il padre andato alla Certosa prima di andare alla malora; ma uccise quasi la madre. Povera fanciullina! per punizione fu messa in campagna: nessuno andava a trovarla. La mamma aveva toccato a tempo una grossa eredità e di prodiga s'era fatta avara mantenendosi dissoluta. Quando Mimy fu grandicella la misero in convento, quando fu grande le fecero sposare Carlo senza dote: ma uno zio impietositosi ebbe la gentilezza di morire nominandola erede universale: un mezzo milione, e di colpo la figlia si trovò più ricca della madre. Allora scoppiò la rivolta. Mimy, che aveva sempre sopportato e taciuto nella casa materna, non volle più oltre il giogo della madre nella casa coniugale e mutò modi; la trattò freddamente, le disobbedì, non la ricevette, la costrinse ad indietreggiare senza dar luogo a scene malgrado il carattere della baronessa, un miscuglio di volgarità e di ferocia. Questa resistette tentando di appoggiarsi al marito, ma contento della eredità di Mimy quanto scontento della dote negata e di quell'intervento in casa propria, che Mimy con abilità donnesca faceva irritantemente risaltare, egli non le badò e la baronessa dovette ritirarsi.