E volgendosi, dovè salutare tutti gli accorsi, ma quel trionfo di eleganza e di spirito non valse a rasserenarlo.
— Siete troppo tetro, mio principe, arrischiò la marchesina del Pino.
— Non vi dolga: Ofelia è troppo bella.
La delicata fanciulla fremè al complimento e si rivolse per nascondere il rossore, che le colorava le smorte guance.
Giorgio passò oltre, gironzolò pel salone, poi andò a sedersi in un angolo.
L'orchestra suonò una contraddanza e i gruppi dei ballerini si disposero con vivace disordine.
— Non ballate con noi, signor conte? l'interrogò passandogli innanzi quella tale Agnese al braccio del droghiere.
— Perchè non vestirti da Faust piuttosto? disse questi. L'epigramma della baronessa era sulle labbra di tutti.
— Da Faust? ripetè l'altra.
— E perchè? rispose Giorgio cogli occhi sfolgoranti d'ira.