Fuggire!

Quando la tempesta si placa, il marinaio lungi dal calmarsi tiene l'occhio al mare con maggior trepidazione, poichè teme le ultime onde, sempre le più terribili forse perchè le più libere; nelle tempeste delle passioni non avviene altrimenti, e l'anima, che resistè allo imperversare della burrasca, è spesso sprofondata nelle sue estreme convulsioni.

Mimy stava immobile, poi balzò di letto: un'ultima onda la sospinse in alto mare.

Prese il manicotto, si assicurò che non vi mancasse il giornale, guardò la lettera per Carlo, il biglietto per Giulietta, li pose sopra il cofano delle gioie, girò attorno un ultimo sguardo e soffocando un sospiro, come il marinaio soffocherebbe volentieri il vento della tempesta che vuole soffiare ancora quando questa è ormai quietata, si mosse davvero fuggendo; ma nel gabinetto frenò il passo. L'uscio aveva fatto rumore: proseguì. Il canarino le gittò uno dei soliti gorgheggi senza finirlo; poveretto! la padrona non udì nemmeno quel saluto. Aprì cautamente la porta della sala, sempre sulla punta dei piedi e col cuore che palpitava da scoppiarle giunse all'altra dell'appartamento. Tirandone il catenaccio, che non stridè, le parve di cadere... C'era ancor tempo per retrocedere: dove andava? Fece un ultimo sforzo, il più faticoso in quella sfinitezza, oltrepassò la soglia e giù per le scale a furia. Per fortuna la casa non aveva portinaio, uno dei pochi comodi delle case di Bologna, e così non ebbe a fingere una andatura più calma dinanzi a questo personaggio inventato dai borghesi. Al medio evo la sentinella, adesso il portinaio.

Per strada girava ancora poca gente, niuno le badò; ma col moto l'interna agitazione le si venne calmando. S'avvide di camminare con soverchia bizzarria: si abbassò il velo sul volto e, componendo la persona alla solita eleganza, proseguì come se invece di fuggire passeggiasse.

Mimy abitava in via San Felice, onde nel passare dinanzi all'Hôtel Brun vide uscirne una folla chiassosa, e tremò. Aveva riconosciuto la principessa di San Marciano con tre altre signore e molti giovani tutti ancora in costume da ballo. Bisognava che avessero fatta baldoria tutta la notte e fossero alquanto avvinazzati per permettersi in provincia una simile scappata.

Mimy allungò il passo, ma s'intese dietro chiamare da una voce.

Si fermò.

— Come mai a quest'ora e con questo abito? esclamò gaiamente la principessa sollevandole il velo e accomodandoglielo sul cappellino.

— Mi pare che dovrei farla io questa domanda.