— Aspettate, e traendosi di tasca il taccuino ne staccò un foglietto e colla matita, che le pendeva alla catenella dell'oriuolo, scrisse:
«Non sono innocente, però prima di condannarmi ascoltatemi: dirò tutto e poi farete di me quello che vi parrà... Ma se la mia colpa non è più grande del vostro cuore ascoltatemi.
«Mimy.»
Piegò il biglietto e glielo consegnò.
Sulema partiva.
— No: pigliate anche questo, e le diede dal manicotto il giornale.
L'araba uscì, ed ella cadde sospirando sopra una sedia.