Sulema attese.

— La signora marchesa... è in casa?

— Sì.

— Potrei vederla un momento? disse a precipizio.

— Non so: ha ordinato di lasciarla sola e di non ricevere nessuno.

— Mio Dio!... e si mise una mano sul cuore.

— Ma forse per lei farà una eccezione: in ogni caso, se avrò disobbedito, spero di essere perdonata.

L'invitò ad entrare. Traversarono l'anticamera ridotta a capanna e Mimy tornò ad arrossire osservando la porta del fatale gabinetto; passarono pel salone ancora in disordine e si fermarono in un salottino assai elegante.

— Che cosa debbo dire alla signora marchesa?

Mimy si grattò il capo come un fanciullo: tremava a verga a verga.