— È proprio vero! se sapessi... quella maledizione. Me la sento ancora passare sulla testa e mi si rizzano i capelli: mi pare un sogno di essere in paradiso! Come ho pianto! Però ne sono contenta..». Soffrire per te, per starti sempre sulle ginocchia.
— Credi di essere stata sola a soffrire?
— Ti avrò afflitta... non me lo perdonerò mai, ma se Dio ha veduto il mio dolore, egli pure deve: essersene impietosito.
Una lagrima le sorrise fra le palpebre.
— Piangi ancora?
— No, no, rispose nascondendole la faccia fra le ginocchia.
— Mimy, le disse dopo una pausa e con tono quasi solenne la marchesa, il volto soffuso di rossore e gli occhi scintillanti: hai una religione? Ebbene, giurami pel tuo Dio che non mi tradirai e che se un giorno non ti piacerò più me lo dirai: ti renderò la tua libertà.
Si abbracciarono.
— E tu non mi fai promettere nulla?
— Io! non ne ho il diritto, non sono come te, sono una mendicante, che raccogli, e vuoi che patteggi? Guarda. Se adesso quella porta si aprisse e entrasse una donna infinitamente più bella di me e tu mi lasciassi per cadere ai suoi piedi... non mormorerei: mi avresti amata e basta. Se adesso mi trovassi brutta e dovessi cacciarmi.... uscirei, andrei a cercarmi un angolo isolato, nel quale raccogliermi a pensare che mi hai amata... Tu, proseguiva, obbligarti meco! Non voglio esser una tua pari, mi basta di essere l'ultima serva, ma la più innamorata. Ho pensato spesso, vedendo una farfalla sopra un fiore, a chi godeva più se la farfalla o il fiore, e ho sempre tenuto pel fiore. Sentirsi finalmente premere dalla farfalla, sentire che il seno si apre e che questa farfalla, per la quale si è tanto palpitato può d'istante in istante involarsi, deve essere la più intensa e la più delicata delle voluttà.