— Nei libri.

— Negli occhi: ma se quelli dei libri esaltano, quelli degli occhi abbruciano.

— Ti ritrovo dunque, mia Saffo. Come sei bella e grande! Mai inni, mai poesie scritte: tu sarai il mio poeta. Già non ho mai capito come si possa gettare alla plebe le proprie emozioni. Tu sarai il mio poeta e canterai per me sola senza accorgertene: io raccoglierò le perle de' tuoi canti nell'urna del mio cuore e le seppellirò meco.

A quest'ultima parola di morte che conchiudeva un dialogo così fulgido di vita, la marchesa considerò con tristezza la bella testa di Mimy resa affascinante dalla gioia.

— Perchè parli di morte, fanciulla?

— Non lo so; tutte le volte che sono felice penso di morire.

Ed ella pure si fe' grave.

Stavano sempre nella stessa attitudine, Mimy sulle ginocchia di Elisa, entrambe con un braccio intorno alla cintura: quella vestita di nero colla luce dell'ebbrezza nel volto ancora macilento dalle passioni della notte e, in tale contrasto, stupendo; questa chiusa in una ricca vesta da camera bruna a bruni ricami, pallida, mal pettinata, con un cerchio turchino sotto gli occhi così terribilmente più vivi. Però quella carissima attitudine alla lunga doveva stancarle; Mimy, che se ne accorse la prima, si lasciò scivolare per terra e, sdraiandosele ai piedi, appoggiò la testa sui ginocchi dell'amica. Era accaduto un gran cambiamento nello spirito di Mimy, dianzi così timida e riservata e adesso così espansiva e folleggiante. Forse la vispa educanda di suor Maria, morta da qualche anno, risorgeva senza ricordi del tempo della morte e, mutata l'amante, sempre collo stesso spirito delicato e leggiero. Invano si sarebbe voluto riconoscere in quella donnina bizzarramente allungata sul tappeto la stessa, che poche ore prima stava attonita in un atroce abbattimento sulla sponda del proprio letto o si trascinava vacillante in chiesa. Ma la sua natura eccezionale, col cuore di un poeta e la fantasia di una vergine, costretta a svilupparsi inarmonicamente nella prima famiglia della madre e nella seconda del marito, aveva presa l'abitudine di una vita ideale, immaginosa. Così dopo essersi dibattuta angosciosamente nella tempesta, adesso gettata sulla riva s'incantava guardando le farfalle e i fiori senza più pensiero del mare: la donna dalle violenti passioni si era addormentata e la fanciulla dalle fantasie idilliache, quasi ne fosse il sogno, sorrideva e gioiva.

Forse la marchesa faceva queste riflessioni assaporando quel suo pazzo e bambinesco atteggiamento.

Mimy cessò dalle carezze.