La marchesa taceva, ma nella calma del suo volto si sentiva la tempesta.
— Coraggio! è l'ultima burrasca, ma la supereremo, si volse a Mimy stringendole in fretta la mano.
Questa le corse dietro.
— E io?
— Tu aspettami qui.
Sembrava che Mimy volesse aggiungere qualche cosa, ma o si pentì o non ne ebbe la forza: però l'altra preoccupata non se ne accorse. Uscì, e rientrando subito con un foglio in mano:
— Leggi: ti passerà meglio il tempo. È una lettera che ti ho scritto stanotte.
Mimy era abbattuta, Elisa collo sguardo corruscante; al sito del cacciatore la leonessa si alzava squassando la criniera.
Mimy si riassise sulla poltrona e l'ansia di conoscere che cosa le scrivesse nella medesima ora d'agonia la vinse sull'ansia della caccia che Carlo le dava. Si strinse i fogli contro le labbra e lesse:
«Signora,