— Non eravate solo anche prima, non lo sareste egualmente quando ella consentisse a ritornare con voi. Un abisso vi divide. La vostra vanità di uomo, i vostri progetti di marito soffriranno, ne convengo: ma ogni vita ha il suo dolore, come ogni lago il suo vortice.
Egli aveva chinato il capo. Quelle osservazioni erano troppo sensate per rispondervi prontamente, e per di più pronunciate con un accento, che molto ne leniva la durezza. Stava cogli occhi fissi sopra un fiore del tappeto e pensava, intanto che la marchesa, calma nella voce, l'osservava con mortale trepidazione.
— Signor Carlo, riprese ad un suo moto: siccome contavo di partire, partirò domani portando meco Mimy. Ve lo giuro sulla tomba di mia madre, finchè Mimy sarà meco non sarà di alcun uomo. Nessuno sa ancora della sua fuga e non se ne saprà, anche sospettandola, perchè il conte non sarebbe meno fuggito di voi. Direte che è partita meco per un viaggio, e se la baronessa vorrà saper quale, penserò io ad ingannarla. Accettate?
— Di perdere a un tempo una donna che amo ed una donna che odio: l'offerta è splendida.
— Di chi la colpa?
— Di voi. Ma perchè da quattro mesi vi trovo in ogni luogo della mia vita? Giorgio, uno dei pochi che amavo, mi tradisce; mia moglie mi vilipende e poi mi fugge lasciandomi solo e ridicolo in faccia al mondo e alla vecchiaia e, quasi la bevanda non fosse abbastanza amara, venite voi e vi gettate dentro il vostro amore. Così, quando penserò a voi, mi ricorderò di essere un marito come tutti; quando penserò a lei, mi ricorderò che avevo incontrato una donna ben più bella e che mi ha egualmente fuggito. Bisogna che ci sia un destino contro di noi, perchè i dispiaceri non saprebbero ordinarsi di per sè tanto atrocemente!
— Coraggio, non bisogna poi avvilirsi...
— Chi si avvilisce? Credete che rimpianga quella civetta? Ma è triste sentire a quarant'anni di non avere più nè famiglia, nè una passione di cui vivere. Voi partirete, andrete lontano, a Parigi, a Pietroburgo, a New-York, non lo so. Là sarete felici. Giovani, belle, ricche, tutto il mondo ai vostri piedi, mentre io starò in uno studio a distrigare dalla legge o da un altro avvocato qualche imbecille incappatovi. Per me tutto è finito. A Bologna non c'è un'altra donna come voi: non ho dove rivolgermi. Rimontando il passato, soffrirò ancora più, e voi ne riderete, e forse ritornando da una festa o preparandola vi domanderete: che cosa farà adesso quell'imbecille di Carlo? Mi pare di sentirvi.
— V'ingannate.
— No, non m'inganno, proruppe violentemente; i brutti sono ridicoli per i belli, i vecchi pei giovani, gl'ingannati per gl'ingannatori. A voi tutto e a me niente; è impossibile, non mi rassegno. Avete detto: ogni vita ha il suo dolore, come ogni lago il suo vortice. Bella frase e vera: ma ogni vita deve avere una felicità, come ogni lago ha un incanto. Io non l'ebbi ancora e la voglio, e se mia moglie non potè darmela, mi rivolgerò a qualche altra: se l'avrà, è mia. Vi pare che abbia ragione, signora marchesa?