— Che cosa farete di vostra moglie, che vi fugge?
— La legge mi lascia più di una strada.
— V'ingannate, per un gentiluomo non ve n'è che una sola: la separazione.
— Può essere.
— Separatevi. Che cosa può accordarvi il tribunale di più che ella non abbia perduto fuggendovi? Conosco il codice anche io. Mimy non vi disputa nulla, poichè vi abbandona tutto.
Non rispose, e l'altra stimando d'averlo scosso:
— Dimenticatevi quella donna: non vi eravate mai uniti, adesso vi separate. Lasciatela al suo destino. Ella perde più di voi, giacchè perde ciò che il mondo chiama onore, e scende dalla sfera della legalità per finire chi sa dove; mentre voi sarete sempre un grande avvocato, dovunque ricevuto, dovunque applaudito. Mimy era infelice con voi e lo sarà più senza di voi. Se desiderate la vendetta: tranquillatevi, l'avrete. È venuta da me, so tutto e l'ho raccolta giurando di proteggerla.
— Anche dal conte, replicò senza scomporsi: da tutti. Sono sola al mondo e rimarrò sempre sola. Mimy mi terrà compagnia e ci aiuteremo a vivere. Quella colpa, che a voi pare infame per ragioni di egoismo, non irrita me donna. Mimy è sempre per me la bella fanciulla di Rimini dal cuore delicato e dalla fantasia poetica, e ora, che mi chiede ospitalità fuggendo disgraziatamente dal mondo, sarei peggiore delle sue amiche, che domani la insulteranno, troppo vili per l'energia dello scandalo, se la rifiutassi. Mimy è pentita, addolorata, starà meco fuori del mondo: io veglierò su lei. Andate avanti per la vostra strada voi, che l'avete gloriosa, e non rivolgetevi a guardare a quale svolta si è perduta vostra moglie...
— Andrò innanzi solo...