— Il sonno dei morti?
— No, dei malati.
— E l'avete finito?
— Contessa, me lo chiedete sul serio?
Ella comprese e sorrise.
— Adesso che cosa fate?
— Ozieggio: è il solo mestiere che mi garbi e nel quale riesca quasi con onore. Bisogna aver avuto la mania dell'arte e della gloria per inebbriarsi del dolce far niente. Tutto vi sorride, dal sole che vi desta con discrezione a mezzogiorno al becco del gas, che vi augura la buona notte quando tornate a casa sull'alba. Nella giornata si va a spasso pel Pavaglione, s'incontrano alcune signore sempre brutte e vestite a un modo, mentre voi siete sempre bella e sempre vestita diversamente. E quelle signore vi sorridono, mostrandovi che han più denti in bocca che idee pel capo o amanti per la mano.
— Per carità, lo interruppe con gaio spavento: non cominciate adesso una delle solite tirate; è cosa da far scappare anche il sole.
Il giovane le offerse il braccio per risposta.
— Ma siete in ozio davvero? Non vi credo.