— Il trionfo della insensibilità sulla passione.

— E voi per chi state? per il trionfatore in mezzo alla folla dei piccoli, o per il vinto, cui accompagna la simpatica ammirazione dei pochi grandi?

La cena era finita: ella si alzò senza replicare, ma l'altro fe' altrettanto, e si trovarono appoggiati al caminetto fissandosi nello specchio.

Il fuoco ardeva scoppiettando, il candelabro brillava, ma la tappezzeria bruna non ripercotendone la luce, il gabinetto rimaneva quasi buio e loro due in una zona di luce e di calore. Avevano i resti di una cena elegante a lato, un po' di mistero e forse anche di simpatia nello spirito, la poesia dello sciampagna nel cervello, il sentimento di una uguale superiorità aristocratica in cuore. Tutto animava e rendeva bella la scena.

Tacevano, ma erano troppo vicini, perchè il silenzio, prolungandosi, non diventasse pericoloso.

La donna se ne avvide e rivolse la faccia dallo specchio per riprendere il dialogo, senonchè nel medesimo tempo egli le pigliava una mano e considerandola col raccoglimento seduttore della fantasticaggine evitava il suo sguardo.

Da tempi immemorabili e prima assai che Sterne, poi Balzac e mille altri dessero analisi e consigli, il prendersi per la mano a certi punti o il lasciarsela prendere fu considerato una gran cosa: più di una donna cadde perchè un uomo allora la sostenne con una mano, più di un uomo fu cangiato in bestia, perchè una donna lo toccò con una mano — e l'incontro di due mani come quello di due mari ebbe infinite diversità e conseguenze.

Due dita che si stringono, ecco, direbbe un hegheliano, il primo momento dell'amore. E il secondo?

La contessa non resistette, ma sulle labbra le passò un sorriso, che, osservato, avrebbe tolto di Banzole alla sua fantasticaggine. Non lo vide, seguitò a considerare la mano e la presse come il tasto d'un pianoforte; il tasto cedette. Di Banzole rialzò il capo: stettero sospesi. Bastava un tremito per destare la nota. La contessa strinse vigorosamente all'inglese la mano del giovine.

— Che! proruppe come destandosi da un sogno.