Invece si volle che la repubblica fosse il ministero Combes e chiunque per sentimenti o convinzione dissentisse dalla politica attuale, malgrado gli errori e le insufficienze di ogni politica ministeriale, fosse nemico della patria, pronto ad insorgere per gittarla vinta, disonorata, legata ai piedi di un re. Quale? Ma se i monarchici stessi non lo sanno! Dalle rovine dell'impero la figura sola di Napoleone I sale e sbarra l'orizzonte: egli è là da un secolo, solitario come uno scoglio, sotto il quale si rompono indarno le ondate della nostra democrazia: solitario, pallido, enorme, muto.
Gli storici non hanno ancora decifrato il suo enigma, i popoli lo guardano e lo guarderanno lungamente con un senso involontario di ammirazione e di sommissione.
E dall'altre rovine monarchiche? Sono rovine? Appena un fumo grasso, sottile evapora, a provare che la terra non ha ancora digerito tutto il concime del loro piccolo cumulo: non una linea di architettura vi rimane ad accennare una bellezza, non un frammento di statua a testimoniare, se non di un re, almeno di un uomo.
Honor, onus; la vecchia Legione francese ha sentito nel proprio onore il peso di quell'altro, l'onore dell'esercito, l'onore della Francia. Un soldato non può fare la spia che in avanscoperta contro il nemico, arrischiando la propria vita per strappargli il segreto della imminente battaglia: politicamente lo spionaggio è necessario come la menzogna e magari il tradimento, ma nessuna politica difettò mai di spie, nessuna ancora, per l'onore della storia, ne cercò nell'esercito.
Vi è una poesia indispensabile alla vita, una nobiltà senza la quale nessuna democrazia può crescere.
Se domandate ad un soldato: dimmi quali sono i sogni politici del tuo compagno, dimmi la sua opinione segreta sopra i superiori, affinchè possa cacciarlo dalle file; e quel soldato risponde; ebbene, egli primo deve uscire, egli certamente è indegno di appartenere all'esercito, non ha carattere repubblicano, non ha pensiero politico.
Ricordate Turenna? Il vecchio maresciallo, uscito dalla tenda, si era sdraiato entro un fosso in una radura del campo. Era d'estate, una notte serena, senza luna, nè stelle: un gruppo di giovani ufficiali sopravvenne ciarlando, dicendo al solito malissimo del maresciallo e degli altri generali. La conversazione s'accalorava, s'inveleniva.
Allora il vecchio si levò:
— Andate più lungi, miei signori, il maresciallo potrebbe udirvi.
Turenna non era che un eroe: i grandi politici invece sanno interrogare il silenzio e hanno poco bisogno di spie.