Adesso il papato è nella fatica di un'èra nuova.

Pio IX chiuse la lunga epoca del regno, Leone XIII apri questa, della quale nemmeno i più temerari ed acuti pensatori possono sicuramente segnare adesso l'indirizzo. Certamente il cattolicismo è in aumento sulle altre sètte cristiane, ma la fede al cristianesimo è diminuita. Se, come religione, questo rimane ancora il più grande capolavoro dell'umanità, che da secoli sembra aver perduta la fecondità religiosa, la folla e i suoi primati, l'una nella indifferenza, gli altri nella ricerca, ne sono usciti da gran tempo, senza poter ricoverarsi in una più alta fede. Potrà il cattolicismo compiere nel cristianesimo un grande atto di epurazione e di elevazione? Il papato avrà egli la gloria di questo tentativo, o dovrà opporvisi fatalmente, come gridano i suoi avversari?

È difficile valutare la potenzialità di una religione e la forza di rinnovamento in una istituzione antica come il papato: certo però qualche cosa muta in lui e si prepara. Leone XIII parve a più riprese sentire questa oscura, enorme necessità: compose differenze rituali colla Scozia, arrischiò una conciliazione colla Chiesa greca, arginò il liberalismo americano, tentò di restringere in più serrata falange la Somma di San Tommaso, di rinnovare la iconografia, di ridestare il classicismo, d'inventare una politica capace di rattenere l'espansione dell'imperialismo germanico e le irruzioni del repubblicanismo francese. Qualche cosa muta, qualche cosa si rimescola nella paglia, come cantava ghignando Heine.

Leone XIII origliava.

Parlò di socialismo affrontando il problema della nuova miseria operaia, così poco miseria in confronto dell'antica, e tuttavia così infelice ed impaziente di sè e degli altri.

La democrazia operaia soltanto può vantarsi universale come il papato, cancellando in una impossibile astrazione tutte le necessarie fisonomie della vita storica; e la democrazia operaia è forse la sola che, nell'istinto, possa ancora guardare al papato, sognare un papa.

Non è già un dogma per molti che nell'avvenire vi saranno soltanto due partiti, il socialista ed il clericale? Certamente sono i più vasti nell'orbita, ma il papato è ancora il più alto, giacchè egli solo ha una risposta a tutte le domande della vita.

Che importa se la risposta è falsa o insufficiente?

La necessità suprema è di rispondere, e solamente chi risponda regnerà sulle anime, componendo loro quel mondo visibile ed invisibile, dietro il quale l'umanità sogna da secoli, coi piedi nel fango e gli occhi fisi oltre l'azzurro del cielo.

Secondo Malachia, Leone XIII sarebbe stato un lume apparente tra due crepuscoli, all'ultimo orizzonte: ma lo fu davvero?