Psicologicamente il problema è difficile, non raro: quanti artisti hanno per verità una forma falsa di arte, che la loro coscienza e la loro vita di uomini smente!

Proudhon oggi rimonta.

La Francia, così bassamente e dolorosamente discesa per le gemonie della democrazia, ripensa il gigante plebeo e gl'innalza un monumento: troppo poco per entrambi.

Proudhon vivo sarebbe oggi il più terribile avversario di questa democrazia che adora, sciegliendola, la plebe nel popolo e unifica nel salario il lavoro e nel danaro il merito; che getta il peso tragico della famiglia e si umilia al giogo sucido del libero amore; che non ha e non vuole più avere nè storia, nè patria, nè esercito, nè politica mondiale, nè Francia, nè Europa, nè la superiorità della razza, nè dell'individuo.

Chi, nella Francia, somiglia oggi a Proudhon?

Forse un pochino Sorel: ma quale differenza fra la nobiltà dell'uno e la decenza dell'altro!

30 aprile 1909.

LA VERGINE ROSSA

La chiamavano così.

La sua malattia, almeno pare tristamente, è di quelle che non perdonano, ed ella le somiglia, giacchè in trent'anni di lotta, accanita, sanguinante, senza requie nè di corpo nè di anima, ella non ha mai perdonato alla società, contro la quale si era in uno dei primi giorni giovanili levata in armi colla tragica ira di una vergine ignota all'amore.