Boris Slotkin portò la carafa della vodka sul tavolo presso il samovar versandosene un enorme bicchiere:
— Ecco la vita russa: la Russia non ha trovato altro per resistere allo sconforto della propria inanità.
Il vecchio mugik entrò colle bottiglie, e si ritirava mutamente.
— Resta, mio vecchio Pietro: tu non capisci, tu! Vuoi della vodka o del vino?
Il mugik guardò alla carafa senza rispondere: nullameno tutti restavano cupi.
— Rodion dunque morirà: tutto il partito è incapace di salvarlo.
— Non si può dunque scrollare questo infame impero, che soffoca tutto?
— Aspetta.
— Sono mille anni che la Russia aspetta.
— Sì, andate a scuola, proseguì con rabbia crescente Fedor, studiate la storia, il diritto, le scienze; non ve ne mostrano che i frantumi, nullameno quanto basta per comprendere il resto. Uscite di scuola: l'aria, il sole, la neve, la vostra vita, la vita dei vostri, tutto è dello Czar. Proibito di pensare: pena di morte a chi parla: permesso di scrivere, purchè si menta. I tuoi grandi, Andrea Petrovich, i tuoi grandi scrittori russi! Tu li credi grandi? Già.... Puskin! guarda i suoi Zingari; sono zingari quelli? Da lui comincia il pietismo, che ora delira in Tolstoi. Lermontoff? un Byron meno la sincerità della passione e l'originalità del romanticismo. Dostoiewski? un malato che racconta delle malattie. Negrassoff? un lirico, che ha saputo tacere quando per parlare bisognava morire. Tolstoi? che falsifica il mugik, facendone l'apoteosi, e cerca nel cristianesimo la rivoluzione dell'avvenire. Tcherniscewski? Mettilo fra Proudhon e Marx, e vedi che miseria di economista ne esce. Che fare? Intanto non fare romanzi come il suo, e non rispondere così poveramente a Stuart Mill. Herzen? Ecco che cosa può essere un Mazzini russo: un retore eloquente e voltabile; l'esilio, assicurandogli l'impunità, non basta a comunicargli la costanza. Tourguenief? uno squisito dilettante di letteratura; impara l'arte all'estero per dipingere paesaggi e scene russe a distanza. Gogol e Ostrowsky? ecco la satira russa, un riso che non castiga e non diverte. Bielinsky? la critica idealista di un'arte che manca. Solo la Polonia ha poeti, perchè la Polonia odia la Russia e si batte contro di essa. Non possediamo che una leggenda mondiale, Mazzeppa, e ne dobbiamo a Byron e a Hugo i versi più belli. Io sputo sulla Santa Russia.