Poi la conversazione deviò, parlarono delle campagne russe. Involontariamente Loris s'abbandonò al racconto di quanto aveva veduto in quei tre anni di pellegrinaggio, sfoggiando tanta ricchezza d'osservazioni, che il principe stesso lo ascoltò ammirando. Tatiana ignara di tutto pendeva dal suo labbro. Quel mondo segreto le pareva di una grande bellezza attraverso il racconto di Loris, quantunque egli non facesse la più piccola allusione alla propria vita di quel tempo; ma ella credeva di indovinarla colla fantasia, sentendosi in cuore un rammarico profondo di non averla divisa. Perchè non era fuggita con lui? Come era egli diventato ricco, poichè il principe glielo aveva presentato per tale? Avrebbe voluto saperlo a qualunque costo; quindi guardava Loris coll'insistenza di una vecchia intimità, che finì col turbarlo.
— Lo Czar può dormire tranquillo, concluse il principe: non si farà una rivoluzione per molto tempo.
— Perchè una rivoluzione? chiese Tatiana.
— Per farvi almeno sentire, minacciandoli, la grandezza dei vantaggi, che vi sono toccati, ribattè Loris.
— Essere principessa.... è questo il vantaggio?
E ridivenne malinconica.
Poco dopo un servo venne ad annunziare il pranzo: questa volta Loris dovette dare il braccio a Tatiana. Egli divenne più rigido, ella invece vi si sospese mollemente; passando dinanzi un uscio, mentre il principe restava loro dietro, mormorò in un soffio:
— Loris....
A tavola Tatiana si mostrò di nuovo vivace, Loris invece si ostinava a parlare di politica col principe, esaminando le probabilità di una alleanza tra la Francia e la Russia per resistere alla nuova coalizione europea capitanata dalla Prussia. Tatiana tentava indarno di scompigliare quella grave conversazione, ma agitandosi sulla scranna, il suo piede finì sotto la tavola per urtare in quello di Loris. Ella trasalì guardandolo, Loris era rimasto impassibile; allora ella non lo ritirò più, provando una gioia profonda ed infantile a tenerlo così presso il suo, senza rompere la riserva del pudore. Nè Tatiana, nè il principe, nè Loris bevevano secondo il costume russo; quindi il pranzo, malgrado la sontuosità del servizio, restava parco.
Un servo in caffettano rosso recò la posta sopra un vassoio di lacca cinese. V'erano molti giornali; Tatiana cercò vivamente fra essi il Vestinik Evropy, ma il principe le disse berteggiando: