In preda al delirio di una rivincita, della quale gli sfuggiva la formula, egli declamava seco stesso dal fondo del proprio villaggio, paragonandosi a Tcherniscevskj. Ah! era tempo di rovesciare questo barocco edificio cristiano, e di riaprire il tribunale della coscienza umana per citarvi tutte le istituzioni sociali. Spesso il giudice s'addormenta e la ghigliottina s'irrugginisce, mentre quanto è falso trionfa nell'orgoglio dell'impunità: ma basta un colpo, talvolta lieve come un alïare di farfalla, per destare il giudice, e una terribile giustizia ricomincia. Allora nessuna pietà a quelli che non ne ebbero, perchè ogni misericordia ricondurrebbe il passato; o giustiziare e procedere, o graziare e cadere a mezzo il cammino.
In questo tempo gli nacque Loris.
Erano gli anni dell'emancipazione dei servi: Loris nacque nel 1862, d'estate, quando tutta la natura era in festa. Il padre ne delirò. Quella nuova vita, che rampollava dalla sua, fu per lui una riconciliazione.
Profittando di un'assenza del diacono, non battezzò il bambino, e disse poi di averlo fatto, perchè non crescesse col peccato originale della religione. La moglie non lo seppe mai; d'altronde Loris figurava sul registro della parrocchia. Ma la miseria in casa era cresciuta da tutte quelle idee ribelli. Da molto tempo egli non domandava più ai mugiks il prezzo dei sacramenti, e questi, invece di essergliene grati, ne lo disistimavano maggiormente. Quando soppresse l'uso di dare loro un bicchiere di vino caldo, subito dopo la comunione, ricevendone il prezzo come un'elemosina sopra un bacile, il malumore crebbe spaventosamente; però una circolare del Santo Sinodo venne per caso a sostenere questa sua arbitraria riforma. Poi nella confessione non faceva più ai penitenti la domanda sacramentale: hai tu peccato? Ma li assolveva gratuitamente prima che avessero parlato. Non potendo abolire le feste dei santi, vi attese con negligenza, nel dire la messa alle domeniche talora parve più che distratto. Però una volta gliene incolse male durante una siccità. Avendo sulle prime ricusato di far le solite preghiere, e poi benedetti i campi invocandovi indarno la pioggia, i contadini, già sospettosi della sua fede e sobillati dal diacono, lo afferrarono e lo tuffarono nel fiume per ottenere così la pioggia con questo nuovo battesimo inflitto al curato.
Egli ne ammalò.
Il suo odio ai mugiks crebbe per la ingratitudine, che opponevano a tutti i sacrifici delle sue riforme, e per la cocciutaggine, colla quale passavano agli stregoni il danaro loro risparmiato nei sacramenti. Eppure egli tollerava anche gli stregoni, dicendo che non valevano meno di lui.
Un'altra volta fu redarguito severamente dal protopope, ispettore del clero; ma fu prudente, e tacque pensando a Loris.
Il fanciullo cresceva bello ed intelligente; aveva il volto del padre e il corpo della mamma. Era biondo, agile e robusto come un lupetto. Il padre guardandolo si sentiva spinto verso lui da impeti di ammirazione; la madre invece, Maria Alexena, non pareva sorpassare l'affetto ordinario delle donne pei bambini. Tutta la sua passione era per il marito, del quale subiva ogni più stravagante volontà, come quelle riforme che si risolvevano in tanti disastri domestici.
Nicola si era fatto l'istitutore di Loris per educarlo, come James Mill aveva fatto col proprio figlio Stuart, divenuto poi il più illustre economista dell'Inghilterra. Quindi, invece di insegnargli il russo, gli parlava greco leggendogli Omero in luogo della bibbia. I primi libri, che gli pose in mano, furono di scienze naturali, poi gli raccontò la storia come una trama di delitti commessi dai potenti sugli umili, attraverso la frode di tutte le religioni ingannanti i miseri con una speranza ultramondana. Egli, che detestava i mugiks, s'inteneriva talvolta, parlando con Loris, della loro condizione; ma i nemici erano i ricchi, coloro che governavano a Pietroburgo, i nobili, i funzionari, i soldati, tutti. A ogni strettezza economica, quando in cucina mancava il pane, o Loris aveva freddo, ed egli faceva dalla moglie disfare uno dei proprii abiti per riadattarlo al fanciullo, la sua passione scoppiava in un delirio di parole.
— Tientelo a mente, figlio mio!