— Confessate, esclamò gaiamente, che a questa luce pare un albero.
— E la neve, mia cara?
— La neve è fuori, qui si scioglierebbe. Difendetemi dunque, signor Loris, gli si rivolse vedendolo assorto nella contemplazione della camera.
— Aspetto il giudizio del principe.
Tatiana l'aveva forse condotto in quella camera per insegnargliene la strada?
Egli ne respirava l'aroma con un senso malinconico di amore, che gli toglieva ogni forza. Tatiana in piedi, vicino a lui, fingendo di tenere occupato il principe, gli rispondeva con ogni atto del corpo e con ogni inflessione della voce.
Il principe depose sorridendo l'acquerello sul telaio.
— E così? ella si volse improvvisamente a Loris.
— Non potrei, rispose Loris, difendere il vostro quadro, che il principe non si è degnato di chiedervi, se non pregandovi di regalarmelo come un ricordo.
— Vorreste il mio albero? Principe, vedete, non siete stato gentile.