Tatiana, alla quale il vecchio principe aveva inspirato un grande disprezzo per i polacchi, non insistette, ma avrebbe voluto sapere a che cosa Loris attendesse; era già gelosa di quel mistero. Quindi ricominciò a punzecchiarlo. Il discorso cadde naturalmente sull'amore; Tatiana ostentava di parlarne accademicamente, come di cosa che non l'avesse mai riguardata, domandandone notizie a Loris e al principe, i quali per aver molto vissuto dovevano saperne qualche cosa. Loris senza confessare alcuno dei propri sentimenti pareva non accordargli più importanza che a tutte le altre passioni della giovinezza; il principe invece lanciandosi nella metafisica vi scorgeva il principio essenziale e la forza più viva della vita.
— Si crede scioccamente che oggi si ami meno. Anche sotto la stessa corruttela elegante, troppo analizzata dai romanzieri, l'amore persiste in tutta la propria interezza, giacchè senza di esso la sensualità non potrebbe arrivare al delirio di tutti i sacrifici per donne, che la coscienza non può accettare. D'altronde l'amore è sempre una trasfigurazione di colui che si ama: perchè la bruttezza morale potrebbe impedirla più della bruttezza fisica? Si ama non ciò che è, ma ciò che si vede.
— Voi, Loris che cosa ne pensate? gli chiese il principe.
— Che non si ama. Il dolore umano depone contro l'amore di Dio per l'umanità, la storia depone contro l'amore dell'umanità per sè medesima.
— Adesso comprendo che siete un nichilista, ella disse.
— V'ingannate ancora; i nichilisti pretendono di sacrificarsi per l'amore del popolo, che non li ama.
— Chi siete voi dunque? esclamò gaiamente come non avendo capito la profondità di quelle risposte.
Ma ella voleva ottenere da lui, con caparbietà imprudente di donna, in faccia al principe una parola di amore; il suo bel volto si rannuvolò.
Uscì e non ricomparve che a pranzo.
Ma quella sera si mostrò in una grazia irresistibile di bambineria, facendosi più piccola e più sciocca quasi per sentir meglio la loro superiorità; la sua voce trovava dei trilli argentini, mentre le sue movenze, qualche volta petulanti, lasciavano perfino dubitare della sua sincerità.